Le Biotecnologie In Campo Agroalimentare


Le moderne biotecnologie in campo agricolo mirano a raffinare macroscopicamente e rendere più sicuri quei processi rudimentali e grossolani a cui i contadini ricorrevano da centinaia d’anni. In sintesi, le tecnologie d’intervento sul patrimonio genetico dei vegetali possono essere di processo o di prodotto.

Le biotecnologie di processo hanno 3 ambiti di applicazione:

  • complementare: modificare il DNA di una pianta per renderla tollerante a un diserbante,
  • di sostituzione: le modifiche mirano ad ottenere una resistenza a insetti parassiti, a virus o a funghi e batteri nemici di quella specie vegetale,
  • agronomico: le modifiche sono finalizzate al raggiungimento di diversi risultati quali variare la biologia riproduttiva del vegetale, controllare la forma della pianta o la sua velocità di sviluppo, stimolare la produzione di frutti senza semi, incidere sul colore dei fiori o rendere la pianta resistente a stress ambientali.

I benefici derivati dall’impiego di queste tecnologie sono:

  • maggiore produttività di una coltivazione (incremento dal 5 al 15-20 per cento delle rese per ettaro coltivato),
  • risparmio economico (occorrono meno diserbanti e antiparassitari e diminuisce il numero degli interventi sul campo, con un risparmio sul costo del lavoro fino al 40 per cento),
  • prodotti più facilmente trattabili con macchine automatiche (nel caso del controllo della forma),
  • possibilità di eseguire più semine, e quindi più raccolti nella stessa stagione (nel caso di piante che crescono velocemente),
  • possibilità di coltivare in zone considerate inadatte (stress ambientale, terre poco fertili o semi aride, vicinanza di acque salmastre, ecc.).

Le biotecnologie di prodotto hanno due ambiti di applicazione a seconda se gli obiettivi interessano:

  • la qualità del prodotto (modificazione della maturazione dei frutti, composizione degli olii vegetali, incremento o diminuzione della percentuale di amidi o altri polisaccaridi);
  • le caratteristiche nutrizionali dell’alimento (salubrità dei frutti, diminuzione della tossicità alimentare e del potere allergenico, aumento delle componenti nutritive quali ad esempio le vitamine, e altri peculiarità come la qualità panificatoria o la predisposizione a una frittura più rapida e con minore assorbimento di olio).

La prima generazione di colture ottenute con l’impiego delle moderne biotecnologie ha portato benefici agli agricoltori e ha consentito un minore impatto ambientale delle coltivazioni stesse. La caratteristica più diffusa dei prodotti agricoli geneticamente modificati è la tolleranza ai diserbanti (72 per cento del totale delle coltivazioni), seguita dall’auto-protezione dagli insetti (20 per cento) e da una combinazione delle due (8 per cento).