Le Biotecnologie Moderne


Oggi viviamo la “terza età”, la terza fase delle applicazioni biotecnologiche. Idealmente ha inizio nel 1953 con la scoperta della struttura del DNA (l’acido desossiribonucleico, presente nei cromosomi di ogni cellula come portatore dell’informazione genetica) da parte di Francis Crick e James Watson. La scienza sa che le “informazioni della vita” di qualsiasi essere, vegetale o animale, semplice o complesso, sono contenute nel DNA.

Studiare il DNA permette dunque di capire i meccanismi dell’ereditarietà genetica, prima appena intuiti.

Contestualmente nasce l’ingegneria genetica, ovvero la possibilità di manipolare il DNA di un organismo per modificarlo o per combinarlo con parti di DNA di un altro organismo. Il campo d’azione delle biotecnologie ne risulta enormemente ampliato. Nascono i diversi settori di applicazione delle biotecnologie:

  • farmacologia e medicina: le biotecnologie sono utilizzate per produrre farmaci, vaccini, reagenti diagnostici, terapie geniche per curare le malattie ereditarie;
  • agricoltura, zootecnia e veterinaria: per selezionare vegetali e animali transgenici in modo da ottenere varietà più produttive o resistenti a malattie, parassiti, avverse condizioni ambientali;
  • bioindustria (chimica, farmaceutica o alimentare): impiega microrganismi naturali o geneticamente modificati per migliorare un dato processo industriale nella produzione di antibiotici, vitamine, amminoacidi, enzimi, zuccheri, bevande, additivi, acidi, solventi, detergenti, collanti, olii, materie plastiche…;
  • ambiente: le caratteristiche genetiche di diversi organismi vengono esaltate e impiegate per la tutela dell’ambiente, per la lotta all’inquinamento (spesso al posto di elementi chimici di sintesi), per la tutela delle specie in via di estinzione e la salvaguardia della biodiversità.